domenica 31 gennaio 2016

Family Daydreaming (Italian Horror Story).

Ebbene sì, ieri ho detto no ad Italo e sì al teletrasporto per intrufolarmi, parrucca e bagagli, tra quei due milioni di cartonati radunati in piazza del plebiscito a Roma per celebrare la famiglia tradizionale.
Daydreaming è dire poca cosa per descrivere quanto ho visto.
Scene apocalittiche hanno sconvolto la mia parca coscienza, tanto che mi debbo confessare qui, con tutti voi.
In una sola ora ho sentito (e subito) più notifiche di Grinder, Romeo e Tinder che in tutto il resto della mia castissima esistenza. Roba che "pompa" sembrava la parola più comune dopo "Bagnasco" e "veterocattolicesimo".
Visioni spettacolari si sono palesate davanti ai miei increduli occhi: Formigoni il taschino della giacca pieno di preservativi (cosa che ho avuto paura di chiedegli "why?" temendo un palese invito nei bagni chimici della piazza), la Meloni incinta per volontà dello spirito santo, e Adinolfi dimagrito di ben due etti per via dell'immane sforzo di corde vocali tra una maratona e l'altra di cazzate televisive e Ruini che guardava il Vizietto in streaming, mentre Renato Zero cantava in lontananza "mi vendo" in compagnia di un Ratzinger piacevolmente alticcio, durante una delle sue due ore d'aria settimanali dall'ospizio papale triangolato tra Castel Gandolfo, San Marino e Cortina d'Ampezzo.
Girotondi di chierichetti, partite a pallone tra Scout e Acr, monologhi folli di Comunione e Liberazione, il tutto mentre c'era gente che temeva di essere scoperta Cappellana in mezzo a tanto deliquio.Infatti la piazza pullulava come non mai di virili amanti del membro, terrorizzati dalle proprie stesse menzogne, ma insaziabili dei piaceri che loro stessi si proibiscono, angosciati e allo stesso attratti dal fallico strumento, perchè un amore taciuto, negato e distorto, reso spesso beffa d'invidiosa superiorità rispetto a chi invece si vive davvero non è amore ma perversione.

E allora eccomi, di nuovo qui, di nuovo tra voi, lontana da quel bizzarro e sottopopolato girone dell'inferno, che ne sto preparando delle belle per la lotta per i nostri diritti, e per la nostra libertà, per la bellissima creatività che sorge solo dal potersi esprimere veramente, che ha tutto il diritto di essere difesa da tutto e tutti.
In fondo è per questo che noi consorelle siamo qui, qui a combattere e scopare, ed è per questo che nel 2004 fondai lo stesso Ordine delle Cappellane Scalze.
A breve potrei avere bisogno di voi!Sarà una semiseria chiamata alle armi, per un esercito di monache gaie e frociarole che, armate di trucco e parrucco, siano in grado di riversare su tutto il mondo il proprio gioioso messaggio di viva e fervente omosessualizzazione della società.

So, stay rainbow, stay tuned!

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